Arturo Cirillo firma al Teatro Argentina una splendida edizione de Le false confidenze di Marivaux

di Cristina Valeri Arturo Cirillo firma al Teatro Argentina una splendida edizione de Le false confidenze di Marivaux, elegante e potente nella forma. Domenica 25 aprile ho assistito con grande piacere alla commedia Le false confidenze di Marivaux, in scena fino al 3 maggio nell’affascinante e storico Teatro Argentina di Roma.Nel Teatro Argentina tutto crea un forte impatto emotivo: da quando varchi la soglia a quando osservi dalla platea rossa gli scintillanti palchi. Ma questa volta l’emozione è stata ancora più intensa nel ritrovare un grande regista del nostro tempo, Arturo Cirillo, che da sempre propone raffinate riletture della drammaturgia francese, da Molière a Pierre de Marivaux. Con Le false confidenze posso dire che, per me, ha raggiunto una perfezione stilistica che raramente si incontra a teatro.Le false confidenze è una commedia del 1737 in cui amore, inganno e differenze sociali si intrecciano con ironia. Il protagonista è Dorante, un giovane privo di ricchezze ma innamorato della ricca vedova Araminte. Con l’aiuto del suo ex servitore Dubois, astuto e manipolatore, Dorante entra al servizio della donna come amministratore. Dubois orchestra una serie di “false confidenze”, rivelazioni pilotate, mezze verità e finte casualità, per far nascere in Araminte prima curiosità e poi amore verso Dorante. Tra equivoci, gelosie e ostacoli sociali, Araminte finisce per riconoscere i propri sentimenti e sceglie Dorante, superando convenzioni e interessi economici.La regia di Arturo Cirillo, insieme al raffinato stile di Marivaux, ha saputo rendere questa commedia una felice combinazione di eleganza, sobrietà, contenuto e soprattutto forza scenica. Uso volutamente questa espressione anche per descrivere le dense e magnetiche interpretazioni di tutti gli attori. Grazie a una direzione corale ed efficacissima, ogni personaggio ha avuto un intenso sviluppo drammaturgico che ha esaltato la grande bravura di Elena Sofia Ricci, ormai consacrata grande attrice teatrale, e di Giacomo Vigentini, Rosario Giglio, Orietta Notari, Francesco Petruzzelli, Giulia Trippetta, Giacinto Palmarini e dello stesso Arturo Cirillo. Con impeccabile sapienza, la scena, composta da elementi essenziali e mobili, si adatta a ogni situazione in una girandola di movimenti che rispecchiano impulsi e agitazioni dei labirinti del cuore, accompagnata da poche ma intense note musicali. Posso dire che ho amato quest’opera per come è stata rappresentata, apprezzandone anche la versatilità: uno spettacolo adatto a tutti, anche a chi deve ancora scoprire quanta emozione sappia donare il teatro.