di Cristina Valeri

Sabato 19 settembre, al Teatro Argentina di Roma, si è svolta la cerimonia di premiazione del Premio “Le Maschere del Teatro Italiano”. La grande protagonista è stata l’emozione: quella dei partecipanti e, soprattutto, di chi, come me, ama da sempre l’arte del teatro.

Uno spettacolo teatrale è un viaggio fatto di emozioni e sensazioni, suoni, musica, ombre e luci. Ogni elemento contribuisce a un delicato meccanismo, nel quale i lavoratori dello spettacolo sono protagonisti insieme al pubblico. Il Teatro Argentina, uno dei luoghi simbolo del teatro italiano, custodisce grandi eventi ed emozioni: partecipare a una serata come questa è un regalo che possiamo concederci.

Giunto alla 23ª edizione, il Premio è stato ideato da Luca De Fusco, oggi direttore artistico della Fondazione Teatro di Roma, insieme al compianto Maurizio Giammusso.

Di fronte a una sala gremita, sono stati celebrati i “custodi del teatro”: coloro che hanno qualcosa da raccontare e lo fanno con gioia e generosità. A condurre la serata è stata Serena Autieri, affiancata dall’ironia di Antonio Bannò. Con le sue esibizioni canore, Autieri ha aggiunto un tocco di eleganza e sentimento.

Il presidente della giuria, Gianni Letta, ha definito questo riconoscimento «l’Oscar del teatro italiano». Una formula che, a mio avviso, rende omaggio ai grandi professionisti che, con serietà e dedizione, sanno coinvolgere tanto chi si avvicina al teatro per la prima volta quanto chi lo frequenta da sempre.

Ogni rappresentazione è un evento irripetibile, uno scambio di energie tra chi crea la magia e chi la guarda. Ogni sera si rinnova quel patto non scritto tra il palcoscenico e la platea. È giusto, quindi, celebrare con entusiasmo e affetto chi rende possibile tutto questo.

Tra le autorità intervenute, il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, ha ricordato la riapertura del Teatro Valle. Rocca e il sottosegretario alla Cultura, Gianpiero Cannella, hanno ribadito l’impegno a riconoscere al teatro e allo spettacolo dal vivo la stessa attenzione riservata al cinema e all’audiovisivo. A mio avviso, è questa la promessa più importante: perché il teatro è un futuro che guarda al passato e un passato che continua a parlare al futuro.

Da spettatrice, però, mi resta un piccolo rammarico. Pur riconoscendo il valore dei vincitori, avrei voluto vedere un lavoro straordinario come Lungo viaggio verso la notte, diretto da Gabriele Lavia, ricevere altri riconoscimenti oltre a quello per le migliori musiche. È una considerazione personale, nata dall’emozione che quello spettacolo mi ha lasciato.

Ho accolto con gioia il successo di Arturo Cirillo, premiato per la regia di Le false confidenze, la vittoria di Antigone, diretto da Robert Carsen, come miglior spettacolo di prosa, e il riconoscimento a Gabriele Di Luca come miglior autore di novità italiana.

L’appuntamento con tutto il teatro italiano è ora alla stagione 2026/2027, con l’augurio di vivere nuovi, entusiasmanti spettacoli.

Tutti i premi

Ogni riconoscimento racconta una parte del lavoro teatrale. Per questo desidero ricordare tutti i premiati, dando spazio anche a quelle professionalità che il pubblico non sempre vede, ma di cui percepisce il valore in ogni spettacolo.

  • Miglior scenografia: Anna Varaldo per Morte di un commesso viaggiatore.
  • Migliori costumi: Gianluca Falaschi per Le false confidenze.
  • Miglior attrice non protagonista: Giulia Lazzarini per Miracolo a Milano.
  • Migliori luci: Pasquale Mari per Le false confidenze.
  • Miglior attore non protagonista: Paolo Serra per Sabato, domenica e lunedì.
  • Migliori musiche: Andrea Nicolini per Lungo viaggio verso la notte.
  • Miglior interprete di monologo: Elio Germano per La guerra com’è.
  • Premio Graziella Lonardi Buontempo: Daniele Cipriani.
  • Miglior attore/attrice emergente: Leda Kreider per Improvvisamente l’estate scorsa.
  • Premio Maurizio Scaparro: Angelin Preljocaj.
  • Miglior autore di novità italiana: Gabriele Di Luca per Misurare il salto delle rane.
  • Miglior attrice protagonista: Pia Lanciotti per Morte di un commesso viaggiatore.
  • Miglior attore protagonista: Luca Lazzareschi per Morte di un commesso viaggiatore.
  • Miglior regia: Arturo Cirillo per Le false confidenze.
  • Miglior spettacolo di prosa: Antigone, con la regia di Robert Carsen. Gli altri finalisti erano Le false confidenze e Sabato, domenica e lunedì.
  • Premio alla carriera del presidente della giuria: Massimo De Francovich.

Le Maschere del Teatro Italiano

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